BMW 1150 GS

 

Come proprietario di un Honda transalp non posso che ringraziare "mamma" Honda per questa ottima moto che tante belle sensazioni mi ha regalato; tuttavia grazie all'esperienza maturata con il Transalp, nel corso degli anni, ho maturato la voglia di passare ad un veicolo più grosso..
La scelta ovvia era il "Transalp" 750 ossia, l'Africatwin, poi, grazie all'insistenza un ex-transalpista ho avuto la possibilità di provare un BMW 1100 GS.
Mi ha subito molto stupito questa moto che, vista parcheggiata, incute timore per per la sua mole ma poi salendoci, le sensazioni cambiano: i due cilindroni esterni scompaiono dalla vista, i 250 kg. di massa, grazie al baricentro basso, si sentono solo quando la si vuole spingere a braccia e la comodità della sella fà concorrenza a un buon salotto. Appena avviata, fà una certa impressione sentire le vibrazioni del motore boxer 1100 che già con una leggera accelerata fà sentire la moto che si sposta lateralmente. Ingranata la prima, dopo qualche metro di movimento, tutto cambia: la BMW 1100 GS, sembra una libellula, lo sterzo diventa leggerissimo, impostata la curva, la moto sembra seguire un binario invisibile, il "clack" del cambio sparisce, il rumore del motore si sente appena e diventa piacevole, basta aprire leggermente il gas per sentire la poderosa spinta del bicilindrico teutonico che sembra non finire mai. Tutto facile e fattibile; è solo guardando il contachilometri che ci si accorge di aver superato i 110 km/h, l'aria si comincia a sentire solo oltre i 120 e frenare non è un' impresa. Grazie al telelever delle sospensioni anteriori anche esagerando con il freno la moto non affonda mai in avanti.
BMW blu bianca Sembra decisamente una moto diversa da quella vista parcheggiata sul cavalletto laterale e quando ne scendo ho solo un'idea in testa: come fare per comprarmene una anch'io?

L'amico che me l'ha prestata allora comincia a raccontarmi le innumerevoli prodezze compiute con il suo "cavallino di ferro" ma io mentalmente comincio a calcolare fra quanto tempo potrò anch'io possederne una.
Come sempre , in questi casi, ci vuole pazienza e dopo lunghe ricerche nel mercato dell'usato, ho trovato quello che cercavo: una BMW 1150 GS blu e bianca (i colori BMW) immatricolata due anni prima ... bellissima!
La cosa più difficile è stata persuadere mia moglie a separarsi dall'amato Transalp, ma alla fine si è convinta. E' difficile fare un confronto fra Transalp e GS, sono troppo diverse: il Transalp è un ottimo compromesso fra l'uso cittadino e il mototurismo; il GS è la moto con la M maiuscola.
Ritengo che non si possa apprezzare il GS se è la prima moto. Ribadisco infatti che è grazie al Transalp che ho potuto apprezzare le peculiarità del GS.
Sulla stampa specializzata, a proposito del GS, si leggono molte cose e non tutte positive. I "difetti" più evidenti sono certamente il costo, il cambio rumoroso e le prestazioni scarse.
E' tutto vero! Il cambio produce ogni volta un rumore metallico non molto piacevole, ma ho notato che a moto calda, questo si sente molto meno; le prestazioni sono scadenti solo se si guarda velocità di punta e potenza massima, ma è corretto dire che puoi tenere i 200 km/h per ore senza problemi e i "solo" 80 cv disponibili già a 2500 giri non sembrano affatto pochi. La nota dolente è il costo; infatti rispetto ai maxi-enduro della concorrenza, il GS, costa di più, la manutenzione, i pezzi di ricambio e gli accessori sono decisamente più salati.
Considerando solo le cifre vien da pensare che comperare BMW non ha molto senso, quasi tutte le concorrenti, sulla carta, spuntano risultati migliori. Inoltre il GS dopo il primo modello degli anni '80, esteriormente, non è cambiato un gran chè mentre le rivali si sono evolute adeguandosi alle mode di mercato.
Quindi perchè comperare una BMW? Per capirlo bisogna fare un salto indietro nel tempo a quando l'ingegnere Max Friz, nel '22 progetta un nuovo tipo di motocicletta. La BMW (Bayerische Motoren Werke) all'epoca costruiva motori per aerei ma laBMW corpo motore sconfitta bellica del '18 induce le fabbriche tedesche a diversificare la produzione. Nonostante Max Friz dichiari spesso di non voler aver niente a che fare con le motociclette, i tempi duri lo costringono a dedicare tutto il suo genio creativo alla progettazione di una motoclicletta da produrre a Monaco di Baviera.
Un motore raffreddato ad aria a due cilindri orrizzontali contrapposti è una soluzione logica e sensata per una moto perchè assicura una coppia motrice armoniosa, un buon equilibrio di funzionamento e un baricentro nel punto ideale, cioè molto basso. Se inoltre i due cilindri sono disposti trasversalmente rispetto al telaio, risultano entrambi esposti all'aria in movimento con un raffreddamento completo e uniforme.
Nasce così la R 32 di 500 cc. con una potenza di 6,4 cv, la frizione di tipo automobilistico e la trasmissione finale che z avviene per mezzo di un albero così da rendere lo smontaggio della ruota più veloce e facile. Nel 1923 la mocicletta BMW viene presentata alla Fiera Internazionale di Parigi e riscuote un notevole successo.
Successivamente nascono nuovi modelli sempre più evoluti e dal 1926 in poi arrivano i primi successi nel mondo delle corse battendo, negli anni '30, più volte il record mondiale di velocità per motociclette.
Negli anni seguenti, la BMW è sempre un riferimento in materia di innovazione tecnica introducendo novità come la forcella telescopica con ammortizzatore idraulico o l'impianto frenante con sistema antibloccaggio ABS.
Nel 1980 viene costruita la prima enduro BMW: la R 80 G/S ed è subito successo: alla Parigi-Dakar le BMW collezionano successi a ripetizione.

Tutto questo è solo un breve sunto della storia del marchio bavarese ma serve a capire cosa sta dietro a una motocicletta che oggi può sembrare anacronistica.
Chiacchere, comunque, ciò che conta su un veicolo, è che lo stesso svolga il suo compito e che soddisfi le esigenze del suo guidatore. Nel mio caso le priorità sono: il trasporto di un passeggero, una buona tenuta di strada sulle lunghe distanze e andatura autostradale non troppo stancante. Il Transalp soddisfaceva tutte queste richieste ma quando ho provato il GS ho scoperto subito i vantaggi di avere un baricentro molto basso e un motore grosso il doppio.
Tutti gli enduro in commercio, per forza di cose, hanno il baricentro altissimo ma è innegabile che l'idea iniziale di Max Friz è vincente ancora oggi. Con il GS hai una moto che pur avendo vinto le dure prove del deserto è utilizzabile nei normali tragitti quotidiani.

Certo, il costo BMW non è cosa trascurabile ma quando vedo sui passi montani BMW con 30 anni sulla groppa, mi vien da pensare che sulla distanza il costo iniziale si ammortizza. Io non sono di quelli che cambia la moto per moda (non potrei permettermelo!) quindi è importante per me, la durevolezza nel tempo e il GS mi dà ottime garanzie in questo senso.

Spero che queste mie righe abbiano suscitato il tuo interesse; qualora tu abbia bisogno di ulteriori informazioni è sufficiente che clicchi sul tasto "mail" e sarò ben lieto di rispondere a qualsiasi tua richiesta.

Fabio Cleva

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